Disturbi alimentari

Spesso i disturbi alimentari dipendono dallo stato psicologico dell’individuo.

E, molte volte, possono portare, in casi gravi, a modificare abitudini e stili di vita.

Capiamo cosa sono e quali sono i campanelli di allarme!

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Disturbi Alimentari

E’ facile al giorno d’oggi soffrire di disturbi alimentari di vario genere.

Lo stress, il modo frenetico di vivere la vita quotidiana e la cattiva alimentazione possono provocare seri danni a livello intestinale. Ed in tutto questo, la psiche può giocare un ruolo essenziale per la salvaguardia o la rovina della propria salute.

Quando il cibo diventa una trappola

Nutrirsi è un bisogno atavico per la sopravvivenza di ognuno di noi. Mangiare è anche una delle principali fonti di piacere.

L’alimentazione, pertanto, ha una duplice funzione: nutre e appaga.

Fin qui, tutto bene. I problemi con il cibo nascono quando si alterano queste due funzioni e si costruisce un rapporto malsano.

Da miglior alleato può diventare il nostro peggior nemico.

Quali sono i disturbi alimentari di oggi

Da un rapporto sano a un rapporto patologico.

Facciamo degli esempi pratici :

Se ti ritrovi in una di queste situazioni, o in qualcuna simile, e senti che si sta irrigidendo sempre più, conviene correre ai ripari.

Vediamo le tipologie più frequenti di patologie alimentari:

Bulimia

“L’unico modo per liberarsi delle tentazioni è cedervi” (O. Wilde)

Si tratta di un’irrefrenabile compulsione a mangiare anche grandi quantità di cibo in poco tempo.

Non a caso questa parola, in greco, significa “fame da bue”.

Chi soffre un disturbo alimentare legato alla bulimia, divora non tanto per fame, quanto per un desiderio insaziabile di mangiare, e ancora mangiare, sempre di più.

Spesso, la persona che soffre di bulimia fa il tentativo è di resistere all’impeto di ingurgitare cibo, ma, di solito, più si cerca di controllarlo e più si perde il controllo.

Ciò rende l’abbuffata ancora più impetuosa. Può essere un disturbo accompagnato dall’atto di vomitare come modalità di eliminazione dopo l’abbuffata.

Anoressia

“L’astinenza è più facile, la moderazione è difficile” (S. Johnson)

È il disturbo che desta più preoccupazioni perché comporta la rigida e progressiva riduzione del cibo fino alla totale astinenza nei casi più estremi.

All’inizio nasce come esigenza di perdere peso o tenerlo sotto controllo per rientrare in standard estetici prefissati. In seguito, pian piano, comincia ad auto-alimentarsi autonomamente “staccandosi” dallo scopo iniziale e diventando una compulsione ad astenersi dal cibo.

Solitamente, oltre che dal cibo, la persona tende ad astenersi anche da tutte le sensazioni piacevoli, relazioni sociali, sessuali, ecc..

In tal modo costruisce una sorta di “armatura” che protegge dagli stimoli del piacere che spaventano ma imprigiona allo stesso tempo.

Vomiting

“Una cosa, seppur sgradevole, reiterata per molte volte diventa un piacere”.

Questo disturbo, apparentemente simile alla bulimia con vomito, si differenzia in realtà da questa perché è caratterizzato da una sequenza rigida e appagante di “mangiare e vomitare” che diventa irrefrenabile.

Il vomitare, in questo caso, non è una condotta di eliminazione per evitare di ingrassare ma una vera e propria perversione piacevole.

Si struttura un vero e proprio rituale piacevole del “mangiare per vomitare”, una incontenibile compulsione che “mangia” la libertà di chi ne soffre.

Binge-Eating

“Se te lo concedi puoi rinunciarvi, se non te lo concedi sarà irrinunciabile” (O. Wilde)

E’ una patologia alimentare abbastanza recente.

Il Bing-eating è caratterizzato per l’alternanza di abbuffate colossali e digiuni ferrei. La modalità compensativa dell’abbuffata è il digiuno.

Paradossalmente, però, proprio il digiuno riparatore prolungato crea un “effetto trasgressione” nei confronti del cibo e alimenta la voglia di mangiare. Questo, in seguito, provocherà una nuova abbuffata,… il cane che si morde la coda!

paura di mangiare

Ortoressia

L’Ortoressia fa parte delle problematiche solo apparentemente alimentari che in realtà hanno una connotazione più fobica poiché alla loro base c’è una paura.

Alcuni esempi: intensa paura e disagio nei confronti del cibo, come se questo potesse essere causa di eventi brutti e catastrofici, come soffocare o ammalarsi.

Tra queste c’è l’ortoressia che rappresenta la fissazione fobica nei confronti di tutti quegli alimenti che potrebbero far male. Cibi che possono essere pericolosi per la salute intestinale e generale, pertanto la persona tende ad evitarli accuratamente.

Col passar del tempo, il paziente costruisce un rigido copione invalidante in cui è costretto a selezionare, classificare ed evitare cibi per paura dei loro potenziali effetti dannosi.

Costruire le prigioni del cibo

Sono tentate soluzioni fallimentari. Ciò che non risolve, peggiora. Questo è il principio strategico da cui partire.

Vediamo alcune modalità per intrappolarsi :

 

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Cura dei disturbi alimentari

Quali sono le vie d’uscita per sbloccate le patologie legate all’alimentazione e come prevenirle, e quindi trovare la cura dei disturbi alimentari.

Anche per le patologie più resistenti, come l’anoressia, uscire dalla trappola del cibo è possibile.

L’obiettivo è quello di ridare al cibo il ruolo di nostro alleato, ripristinando il piacere di alimentarsi, da soli o in compagnia.

Seguendo la linea terapeutica strategica, è necessario, in primis, disattivare il motore che mantiene e fa persistere il problema, le tentate soluzioni fallimentari.

Poi, è possibile interrompere il braccio di ferro con il cibo e recuperare un sano e soddisfacente rapporto con esso. Come? seguendo dei protocolli costruiti ad hoc e specifici per ciascuna tipologia di problema.

Con l’intervento strategico, diventa possibile fare scoperte terapeutiche impensabili: